Esiste una regoletta che credo insegnino fin dai primi anni di scuola e che suggerisce di non raddoppiare la z di parole contenenti -zia, -zio e -zione. Nessun problema con democrazia, azionario, nazione; è intuitivo che un'eventuale doppia z stonerebbe come lo sciroppo su un gelato già troppo ricco. Ma, come spiega la Crusca, si tratta di una "regola" circoscritta, applicabile a vocaboli di derivazione greca e latina. Ecco perché - esemplifica sempre la Crusca - ci troviamo parole come pazzia o interrazziale (di quest'ultima, a onor del vero, Treccani online e Devoto-Oli 2008 offrono anche la versione con una z sola, che però rimanda a quella con due z).
Questa mattina ho quindi osservato perplessa l'uso che il sito del Comune faceva (o non faceva, forse) di questa regoletta, riportando un "prezziario" (inteso come listino prezzi) che fa riflettere. Pur considerando la specificità della regola, mi risulta che il termine "di partenza" - prezzo - abbia di fatto un'origine latina. I dizionari sopra citati, più il Gabrielli online e lo Zingarelli 2008, escludono l'esistenza di prezziario, ma puntualizzano anche che preziario, oltre a essere poco comune, è un aggettivo riferito al prezzo. Meglio allora, quando si vuol parlare di cose concrete come il valore di beni mobili e immobili, liberarsi della scomoda (e inesatta) i e giocare sul sicuro, con un tranquillo (si spera) prezzario.
Questa mattina ho quindi osservato perplessa l'uso che il sito del Comune faceva (o non faceva, forse) di questa regoletta, riportando un "prezziario" (inteso come listino prezzi) che fa riflettere. Pur considerando la specificità della regola, mi risulta che il termine "di partenza" - prezzo - abbia di fatto un'origine latina. I dizionari sopra citati, più il Gabrielli online e lo Zingarelli 2008, escludono l'esistenza di prezziario, ma puntualizzano anche che preziario, oltre a essere poco comune, è un aggettivo riferito al prezzo. Meglio allora, quando si vuol parlare di cose concrete come il valore di beni mobili e immobili, liberarsi della scomoda (e inesatta) i e giocare sul sicuro, con un tranquillo (si spera) prezzario.

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