Upcycling 15/02/2011
Avere tra le mani un oggetto magari di poco valore o comunque non più utilizzabile e trasformarlo. Sì, ma... con creatività. È questa l'idea che muove il concetto di upcycling, una sorta di riciclo in cui a far la parte del leone è appunto l'inventiva, la fantasia, il colpo di genio, perché no. L'upcycling si delinea dunque come un sottoinsieme del riciclo il cui fil rouge è dato dal valore aggiunto dell'oggetto rielaborato, il quale diventa qualcosa non semplicemente da riutilizzare, bensì da riutilizzare con orgoglio. Insomma, riciclo sì, ma con una marcia in più. E l'italiano come si comporterà? Metterà in atto un "upcycling" terminologico? Per il momento, non sembra. La tendenza infatti oscilla tra l'adozione del termine inglese (ormai noto agli addetti ai lavori) e una sua traduzione - riciclo creativo - che se da un lato può sembrare parafrastica, dall'altro pone l'accento su un particolare aspetto del processo, finendo con il mascherarne l'idea racchiusa dal quell'"up", vale a dire confezionare un oggetto la cui caratteristica principale è il maggior valore che acquista. Oltretutto viene da chiedersi: se l'upcycling è creativo, il downcycling cosa sarà? CommentsLicia 17/02/2011 13:41
ooops, ho visto che i tag non funzionano... Ilaria 17/02/2011 14:03
Noto che down e up sono frequentemente usati come jolly per restringere e focalizzare un determinato concetto. Penso per esempio a downshifting o upvote. Sono certamente scorciatoie utili in inglese, ma diventano abbastanza fastidiosi in traduzione. A meno di non adottarli, temo. Ilaria 17/02/2011 19:50
Tag update: per il momento, ahimè, ciccia. :-( Leave a Reply |

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