Ilaria Dal Brun - traduzione e comunicazione
L'ora del tè 23/10/2011
 
"Have you guessed the riddle yet?" the Hatter said, turning to Alice again.
"No, I give it up," Alice replied. "What's the answer?"
"I haven't the slightest idea," said the Hatter.
"Nor I," said the March Hare.
Alice sighed wearily. "I think you might do something better with the time," she said, "than wasting it in asking riddles that have no answers."

Trovandomi a frequentare le buie giornate scandinave invernali, a maggior ragione oltre il circolo polare, ho imparato ad apprezzare l'accortezza tipicamente nordica di sfruttare la magia della fiamma per rischiarare e creare un'atmosfera accogliente in casa, contrastandola con la gelida oscurità che avvolge il mondo di fuori. La magia della fiamma nella classica stufa di ghisa, certo, ma soprattutto nel tripudio di tealights collocate - in supporti dalle forme più fantasiose - nei vari angoli della casa.
Ho imparato, dicevo, a fare scorta di tealights, ma non avevo ben chiaro il motivo per cui si chiamassero così. Voglio dire, l'italiano un certo spunto te lo dà."Lumini/candele scaldavivande"* ti suggerisce un possibile uso, ancorché limitato. Tealights non mi era altrettanto intuitivo e quindi leggendolo mi figuravo (e ancora mi figuro) un bel tavolo con tovaglietta fiorita, profusione di biscotti al cioccolato, scones e marmellata di fragole, tazze di porcellana con il bordo dorato e, al centro, una trionfante teiera su cui si riflette la luce di queste candeline, piazzate in punti strategici del tavolo.  Ahimè, la realtà è molto più prosaica e mi rivela che tealights fa semplicemente il paio con "scaldavivande". Solo che scalda la teiera. Da sotto.

*Però a me "lumino" sa davvero troppo di camposanto... :-/
 


Comments

Licia
24/10/2011 11:49

Non sono grande amante delle candele e forse per questo non avevo mai fatto caso alla parola tealight: è solo leggendoti che mi sono resa conto che è davvero bella. :-)
Mi hai anche fatto tornare in mente il mio primo soggiorno in Germania. Da grande bevitrice di tè, una delle prime grosse differenze culturali che avevo notato (tutto è relativo!) era stata proprio la modalità di tenere caldo il tè, copriteiera in UK e candeline in Germania. Un altro accessorio visto solo in Germania e di cui ho dimenticato il nome (o forse non l'ho mai saputo) erano delle minuscole spugnette che si posizionavano sotto la punta del beccuccio della teiera e si fissavano con un elastico teso fino al manico. Servivano a impedire che quando si versava il tè eventuali gocce fossero prontamente assorbite senza cadere fuori dalla tazza.

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Licia
24/10/2011 11:50

Ovviamente l'ultima frase è uscita tutta sbagliata ma credo si capisca il significato...

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Ilaria
24/10/2011 18:22

Io questa storia di tenere in caldo il tè con il fornelletto sotto mica la sapevo, avevo sempre e solo visto i copriteiera inglesi, ma mi sembra una bella idea e dà un senso a queste candele, che onestamente avevo sempre usato come decorazioni o nel fornelletto del bruciaoli. Urge provare come funziona! :-D

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