Se di citazioni si vuol parlare 27/11/2011
Ne ho parlato in alcune occasioni, ma preferisco ripetermi perché il tema mi pare importante. Fra traduttori ci si aiuta spesso nella ricerca della traduzione "ufficiale" di eventuali citazioni che compaiono nel proprio lavoro. L'argomento delle citazioni è, di fatto, sostanzialmente ponderale o quantomeno lo è diventato a suon di richeste d'aiuto che danno per scontata la necessità di reperirne una traduzione già pubblicata da altri. Io trovo che questo modo d'agire denoti una cura, un'attenzione al dettaglio e un amor di precisione davvero lodevoli da parte del traduttore, il quale abbandona per un attimo il ruolo appunto di traduttore per vestire i panni del ricercatore. Il dubbio però mi nasce nel momento in cui questa consuetudine, perché di consuetudine si tratta alla fin fine, viene presentata come regola dalla quale non è possibile prescindere. Come un dogma, insomma. Anche nell'ambito più limitato della traduzione editoriale, ci sono situazioni in cui riportare la traduzione "ufficiale" di una citazione a mio parere non è utile per il testo sul quale si sta lavorando e in certi casi rischia addirittura di comprometterne la qualità. Nel filo degli anni e delle traduzioni ho incrociato molte citazioni e, per quanto riguarda il mio settore, posso affermare che nella maggior parte dei casi erano citazioni tratte non da un testo che l'autore aveva consultato, bensì da siti web che raccolgono appunto citazioni, magari ordinandole per argomento. In (rari) casi la citazione era stata anche attribuita alla persona sbagliata. Dover ricercare la traduzione "ufficiale" di una citazione raggranellata chissà dove, senza alcun riferimento a un qualsiasi testo (se mai esistesse) richiede al traduttore una notevole quantità di tempo da sottrarre al resto del lavoro. Ma è, ovviamente, fattibile. Se non fosse che... Siamo davvero certi che quella traduzione "ufficiale" si adatti alla nostra traduzione? Che davvero le conferisca un'aura di "autorevolezza" e dunque di maggior cura? Non sempre. Anzitutto, perché potrebbero esistere varie traduzioni e decidere quale tra loro sia la più "ufficiale" non mi sembra un compito di pertinenza del traduttore. In secondo luogo, perché qualora di traduzione ne esistesse anche solo una, potrebbe essere obsoleta o comunque presentare uno stile poco consono alla nostra. In terzo, perché la traduzione "ufficiale" potrebbe rispondere a requisiti stilistici di un editore che magari non sono quelli dell'editore che ci ha commissionato il lavoro. Infine - e capita spesso - il nosto autore ha magari rimaneggiato la citazione per farla corrispondere al suo discorso. E allora a chi devo mantenermi fedele io traduttrice? Al rimaneggiamento del mio autore o alla traduzione "ufficiale"? Chi scelgo di "tradire"? CommentsLicia 11/12/2011 22:02
A proposito di citazioni, anche se non hanno a che fare con la traduzione aggiungo i link a due post che ho trovato interessanti nel blog Lingua Franca, “Quoting Well, Part 1: It’s More Than Just Accuracy” e “Quoting Well, Part 2: When It’s OK, and Not OK, to Meddle”: Ilaria 12/12/2011 15:13
Grazie! :-) Leave a Reply |
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